La politica e il fai da te
Riascolto la clip della trasmissione di ieri sera di Lilli Gruber, Otto e Mezzo, e cadono le braccia a sentire Matteo Richetti, deputato del Partito Democratico in quota – come si suol dire – renziana. Afferma, l’esponente della corrente di Matteo Renzi, che la critica alla Finocchiaro da parte del sindaco di Firenze è tutta squisitamente politica. E le stesse parole erano state usate da un’altra collega di Richetti, Simona Bonafè, intervista sempre ieri da Radio Capital.
Ora siccome due alti esponenti del nuovo modo di fare politica, dei giovani rottamatori, parlano con le medesime frasi rimane un interrogativo molto pensoso: ma cos’è la politica per Renzi e i suoi amici?
Un fai da te?
E su cosa giureranno? Sul libretto delle istruzioni Ikea, tanto per restare in tema?
No perché se il giudizio politico consiste nel fatto che la senatrice Finocchiaro si faceva spingere il carrello all’Ikea dalle guardie del corpo (testuali parole di Renzi al TG5) non oso immaginare se invece il giudizio fosse stato di natura pettegola …
[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=YbTMaf89l64&w=300]p.s. 1 Durante la trasmissione della giornalista altoatesina vedete duettare (o duellare, se preferite) con l’esponente renziano Alessandra Moretti, vicina – come noto – a Pierluigi Bersani. La Moretti il prossimo giugno compirà 40 anni, mentre il suo collega – qualche mese dopo – ne compirà 39. Come si può pensare che la patente del nuovo e della rottamazione sia soltanto dalla parte di Renzi? Forse Bersani ha sbagliato ad usare il termine “rinnovamento”, troppo pulito. Meglio “rottamazione” che dà il senso ormai di quello che è diventata la politica e il Partito Democratico in particolare: uno sfascio.
p.s. 2 Riguardando la foto della Finocchiaro all’Ikea qualcuno mi può spiegare, pacatamente e serenamente, dove sia lo scandalo? Non è normale che tre uomini aiutino una donna a spingere il carrello? Non si chiama cortesia, bon ton, buona educazione, cavalleria? Imbastire un processo politico per questa ragione, o stroncarne la candidatura al Quirinale, non è politica. In Sicilia si chiama cuttigghiu.
p.s. 3 Ci sono mille ragioni “politiche” per attaccare Franco Marini: dal supposto accordo con D’Alema per far cadere il governo Prodi alla stessa idea di candidarsi a 80 anni. Ma le due argomentazioni poste da Renzi sono una stucchevole e una vergognosa: la prima, quella della deroga allo statuto, perché proprio una deroga allo Statuto del PD ha consentito al sindaco fiorentino di candidarsi alle primarie e testare la sua leadership nazionale. Se il PD non avesse derogato il candidato unico del partito sarebbe stato il segretario. La seconda è vergognosa perché proprio Franco Marini non ha mai utilizzato la propria fede cattolica per fare politica, cosa che invece Matteo Renzi, proprio con la stessa lettera a Repubblica di ieri, ha fatto.