C’era una volta in tribuna ….

 In SPORT

Ieri sera, nella consueta pigrizia serale della domenica, mi dedicavo ad un frenetico zapping fra le decine di canali sportivi che SKY offre. E nel passare da ESPN America a SKY Uno Sport, dove andavano rispettivamente in onda una partita di NFL e una di Serie A, Napoli – Bologna, non era proprio possibile non notare come al San Paolo, nello stadio che vide le gesta di Sivori, Altafini e Maradona, le tribune vuote, anche in curva, erano più numerose di quelle riempite dai 26 mila spettatori paganti.

Al Soldier Field di Chicago, dove invece i Bears ospitavano gli arcinemici dei Packers di Green Bay, lo stadio era pieno. Certo si trattava di un bel pomeriggio di domenica mentre al San Paolo si giocava di sera, ma poco reggerebbe il confronto con le condizioni climatiche delle due città essendo la metropoli di Obama famosa proprio per il vento, non propriamente tiepido, che viene dal Polo Nord!

Probabilmente le ragioni di questa assenza di pubblico dallo stadio partenopeo stanno altrove. Non certo la capienza degli impianti poiché il San Paolo ha la capacità di ospitare quasi 80 mila persone, sebbene sia omologato per 60 mila, a differenza dello stadio dell’Illinois che invece conta 61.500 spettatori.

E poi il Football Americano è molto più televisivo del calcio europeo che onestamente in TV non è minimamente apprezzabile rispetto a quanto si possa fare allo stadio. Sicuramente la pista di atletica gioca a sfavore, certo il poco appeal dell’avversario del Napoli, ma credo che sia il prodotto calcio – in Italia – che ormai sia totalmente screditato. D’altronde con uno scudetto che non si sposta dall’asse Torino-Milano negli ultimi undici anni (l’ultimo campionato non assegnato a Juve, Milan o Inter risale allo scudetto giallorosso del 2001) non è che possa poi essere così interessante un campionato dove la stragrande maggioranza delle squadre giocano per salvarsi, salvo sei-sette soliti team che si giocano i posti nelle competizioni continentali.

Non so quanto sia bello, come prodotto televisivo, vedere il San Paolo di Napoli, con una delle più belle e colorite tifoserie del mondo, vuoto: chissà se a SKY si pongano questo problema, ma dal momento che foraggiano il sistema calcio, con centinaia di milioni di euro, forse dovrebbero anche pensare alla qualità, non soltanto in termini di immagini, di risoluzioni o altre diavolerie tecnologiche, del match che viene trasmesso. E poi – dulcis in fundo – l’ambiente che ormai circonda gli stadi, diventati – con la colpevole complicità delle società – veri e propri ricettacoli della delinquenza comune. Quale famiglia potrebbe mai pensare di trascorrere una domenica pomeriggio allo stadio se oltre al salasso economico deve anche sorbirsi violenze, fisiche e verbali, e quindi un supplemento di stress per spiegare ai propri figli che quello non è sport?

Alla fine è ovvio che le famiglie sceglieranno il divano di casa alla poltroncina dal vivo, anche se – temo – prima o poi anche la passione per le partite in TV rischia di scomparire se il calcio non rivoluziona totalmente il proprio prodotto.

Anche perché tra Bears-Packers e Napoli-Bologna non c’era proprio dubbio su quale fosse quella più spettacolare!

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